E’ nell'attenta ed assidua
ricerca che Sabrina Ravanelli da anni persegue intorno a quel vero che spesso ai nostri occhi sfugge. Quell'armonia della natura fatta di ricordi, di stratificazioni e di esperienze che la rende armonica ed esatta come uno spartito musicale è il tema, il quantum su cui si sono appuntate le energie creative dell'ultimo periodo pittorico della giovane artista milanese. Un lungo iter che ha indubbiamente portato i suoi frutti: oggi i suoi lavori hanno assunto una sicurezza compositiva ed un equilibrio strutturale che perfettamente si armonizza con il tema trattato.
La sua personale materia pittorica è già un monito di per sé, uno stratificarsi di ricordi la rendono affascinante supporto di esperienze: caldi colori,
morbide emozioni si sovrappongono a disavventure ed errori del tempo e dell'uomo.
Ogni lavoro è carico di sentimento e di avventura: raro da riconoscere oggi in un dipinto dell'arte contemporanea.

D. Crippa



Sabrina Ravanelli sa evocare, sa rendere la materia narrativa coi colori, con le resine, con gli acidi, con le sabbie e con le colle. Avete voglia a passare, millenni, questi paesaggi sono qui da sempre e per sempre rimarranno , imbelliti dal tempo, dall’ inquinamento e dal caso. Come l’antico contadino che ha avuto la fortuna di nascere in un mondo incorrotto e con un animo non corruttibile così questi paesaggi che vediamo ci trasmettono qualcosa di spirituale. Ma se esistono idraulici capaci e quelli incapaci gli intellettuali intelligenti e quelli scemi, anche il termine spirituale non è di per sé una garanzia. Ebbene, la spiritualità di Sabrina Ravanelli lo è.

J. Blanchaert


L’arte di Sabrina Ravanelli fissa l’emersione dei moti interiori attraverso una matericità sedimentata, composta di colori, colle, sabbie, resine che poi in parte erode con l’acidoa col fuoco.E' questo, volutamente, un intervento “forte” esercitato sulla superficie pittorica, l'artista è come un’archeologa che scavando riporta alla luce, scoprendole o riscoprendole le emozioni inglobate nell’humus atemporale dell’animo.Da questo processo creativo, dove l’azione del togliere metteva a nudo ciò che prima era celato dentro l’animo e nella materia stessa, nasce ad un certo punto del suo percorso artistico la necessità di fecondare in senso ancor più positivo quest’atmosfera emozionale e lo fa inserendo all’interno della composizione delle bruciature.Lei rimanda alla materialità immutabile e al contempo allo strato e substrato primario che allude alla terra stessa su cui l’essere umano vive ed in cui rimane impresso mito e storia, pathos e memoria profonda.


V. Mazzoleni